Bottoni · Moda · PICCOLE CURIOSITA' · POLYVORE

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Hermann Hess a proposito degli accessori…

Scrive Hermann Hesse ne:  ‘Il lupo nella steppa’

“Venni a sapere anzitutto che quei piccoli balocchi, quegli oggetti della moda, del lusso, non sono soltanto orpelli né un’invenzione di industriali e di avidi commercianti, ma oggetti giustificati e belli, un piccolo o anche grande mondo di cose che hanno tutte lo scopo di servire l’amore, di raffinare i sensi, di animare ambienti morti e di fornire loro nuovi organi amorosi, dalla cipria e dal profumo alla scarpina da ballo, dall’anello all’astuccio delle sigarette, dalla fibbia della cintura alla borsetta. La borsetta non è borsetta, il portamonete non è portamonete, i fiori non sono fiori, il ventaglio non è ventaglio, ma è tutto materia plastica di amore, di magia, di stimolo, tutto è messaggio, contrabbando, arma, grido di battaglia.”

LE BRETELLE

Alla fine del ‘700 inizia la moda di indossare pantaloni lunghi e proprio in questo periodo appaiono le bretelle!!!

Il nome deriva dal tedesco bretill che significa “redini”. Le prime bretelle elastiche (realizzate a maglia) suscitano la diffidenza maschile e vengono indossate dalle donne per sostenere i gonnelloni. Con l’apparire della piega ai pantaloni, però, non si potrà più fare a meno di questo accessorio.

bretelle

Negli anni ’20 di questo secolo, la moda giovane si convince che le bretelle sono ormai sorpassate, roba ridicola come le giarrettiere (maschili), il colletto duro, i baffi e le scarpe a stivaletto. Spariranno e torneranno dopo il secondo dopoguerra, con i revival che vanno alla riscoperta del guardaroba dei nonni, e con la moda del new romantic.

LA CINTURA

L’accessorio che negli anni ’20 ha mandato in soffitta le bretelle è la cintura. Accessorio importante, essa è anche uno dei più antichi, e non è mai scomparsa dalla scena della moda tranne che per qualche brevissimo periodo. Era già usata dai nostri antenati preistorici e al tempo degli Egizi è ricchissima e importante. Ai tempi dei Romani, veniva usata da Carlo Magno e dai guerrieri medievali per appendervi la spada, era un simbolo cavalleresco. Usata da sempre sia da uomini che da donne, lungo la cinghia sono applicate placche di metallo con ganci: servono ad appendervi un gran numero di accessori più o meno necessari.

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Una delle cinture più strane è quella che porta una frangia di sonaglini: una moda nata nelle ricchissime corti francesi. Dal ‘700 in poi, la cintura è spesso costituita da un nastro, anche quando, con la moda stile Impero, sarà serrata sotto il seno. La cintura femminile è raramente di pelle, fino all’apparire, nel 1892, del tailleur: allora, semplicissima e di tipo maschile, servirà a sostenere la gonna sotto la giacca.

IL BOTTONE

Un accessorio piuttosto recente è il bottone, si stenta a credere che fin dopo il Mille non esistesse. Gli abiti e le maniche medievali venivano cuciti e scuciti ogni volta che s’indossava la veste, con punti molto lenti.

Alla fine del ‘300 il bottone è entrato da poco in servizio ma è già diventato un elemento decorativo e le vesti ne ostentano lunghe file .

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Si è anche capito che il bottone offre l’occasione per sfoggiare altro oro, altro argento e pietre preziose. Francesco I ordinerà più tardi, in una sola volta, 13600 bottoni tutti d’oro per disseminarli su un solo abito di velluto nero. Enrico III, affranto per la morte della sua favorita, si fa fare 18 dozzine di bottoni d’argento a forma di teschio.

Bottoni vintage disponibili per la vendita. Per informazioni contattami.
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Al tempo del Re Sole, altro amante di bottoni-gioiello, nasce il bottone-quadro o meglio il bottone-miniatura decorato con scenette, paesaggi, fiori, insetti, emblemi araldici, scene erotiche.

bottoni-gioiello
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A questi piccoli oggetti, così pieni di storia e stile, hanno dedicato un intero museo, si tratta del Museo del Bottone a Santarcangelo di Romagna, nato grazie alla passione del suo creatore, Giorgio Gallavotti.

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