Bracciali · PICCOLE CURIOSITA'

Anche il bracciale ha la sua storia.

IL BRACCIALETTO

Braccialetto è un termine che deriva dal latino ‘brachile’ (del braccio), attraverso il francese ‘barcel’ 

Era un ornamento che si indossava (e si indossa tuttora) sull’avambraccio, al polso e anche alla caviglia.

Il suo uso fu distintivo di qualche qualità, come accade ancora presso alcune popolazioni aborigene, si presume il suo uso fu contemporaneo o secondo solo all’uso della collana.

Lische, denti, conchiglie, sassi….erano infilati in lacci di fibre vegetali e legati al collo e alle braccia: dimostravano forza e capacità nella caccia e nella pesca.

Durante l’età del bronzo comparve il braccialetto vero e proprio, un cerchio di metallo liscio o sfaccettato.

Nell’età del ferro i bracciali furono realizzati con vari metalli e con il vetro.

Si parla di gioiello vero e proprio nelle civiltà dei Babilonesi e degli Egiziani.  

Si trattava di cerchi sottili di metallo, ornati talvolta da gemme. 

 Simbolicamente associato all’eternità, alla continuità data dal suo essere circolare e, come la corona e la cintura, essendo un cerchio chiuso, rappresenta la protezione. Il bracciale si ritiene originariamente nato come oggetto “apotropaico”, con funzione di amuleto e in seguito come emblema di regalità.

 

La forma più diffusa in Grecia fu una spirale a serpente che avvolgeva il braccio. 

I reperti d’arte orafa dei Fenici sono di straordinaria bellezza. A Madrid, nel Museo Nazionale di Archeologia, si può ammirare un braccialetto di fattura fenicia, traforato e ornato di sferette decorate con granulazioni di oro puro.

La loro influenza è notevole sull’oreficeria sarda.

Durante l’Impero Romano erano in voga bracciali realizzati con monete incassate e concatenate.

I soldati romani, portavano cerchi d’oro o d’argento al braccio sinistro, quale ricompensa al valor militare. Non va dimenticato però che nel mondo ellenico e romano erano soprattutto le donne ad indossare braccialetti. Per gli uomini era segno palese di stravaganza.

In India furono e sono ormamento abituale per uomini e donne di ogni casta.  Testi dell’Induismo descrivono divinità ingioiellate e la grande quantità di bassorilievi, di statue sacre e dipinti ne sono una palese conferma.

CURIOSITA’ 

Coloro che hanno letto “Autobiografia di uno Yogi” di Yogananda, avranno appreso dell’esistenza del bracciale astrologico (anche anello).

Queste le parole del suo guru Sri Yukteswar:

-“Mukunda, perché non porti un bracciale astrologico?”

-“ Dovrei farlo Maestro? Non credo nell’astrologia”

-“Non è questione di credere; l’unico atteggiamento scientifico che si dovrebbe assumere di fronte a qualsiasi soggetto è quello di sapere se sia vero. La legge di gravitazione era ugualmente attiva prima e dopo Newton. (…) I ciarlatani hanno discreditato l’antica scienza degli astri. (…)

Tutte le parti della creazione sono congiunte tra loro e si influenzano scambievolmente. L’uomo deve combattere due forze diverse: il tumulto del suo intimo e le forze disgreganti esterne della natura. (…)

Come una casa può essere fornita di un’asta di rame sul tetto per la protezione dai fulmini, così il tempio corporeo può beneficiare di varie misure protettive. Secoli fa i nostri rishi (profeti) studiarono il problema del come combattere gli effetti nocivi delle sottili influenze cosmiche. Essi scoprirono che i metalli puri emettono una luce astrale che reagisce fortemente all’influsso negativo dei pianeti. Anche certe combinazioni di piante furono trovate beneficamente attive. Soprattutto efficaci sono le pietre preziose perfette, non più piccole di due carati (…). Un fatto poco noto è che i gioielli, i metalli e i preparati di piante sono senza efficienza se non hanno il peso richiesto e se questi agenti salutari non sono messi a stretto contatto con la pelle. (…) In linea generale, consiglio l’uso di un braccialetto fatto d’oro, d’argento e di rame. Ma per uno scopo particolare voglio che tu ne abbia uno d’argento e piombo. “

Yogananda lo indossò fino alla sua morte. (1955)

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I MOCHICAS popolazione delle coste peruviane, furono forse, nell’America precolombiana, i primi a lavorare i sacri metalli preziosi delle Ande. I loro bracciali a fascia alta, battuti a sbalzo e decorati con motivi geometrici, sono di fattura pregevole.

Nell’Antica Cina non si indossavano bracciali. Il loro uso fu introdotto dall’India, si presume col diffondersi del buddhismo. I bracciali a cerchio in giada conservarono carattere sacro e di amuleto, rappresentando con foro centrale la porta di connessione tra il cielo e la terra.

Nell’Oriente bizantino fecero il loro decisivo ingresso le tecniche di smaltatura: fasce larghe d’oro furono pregevolmente intarsiate e negli avalli erano fatti colare smalti di vari colori.

Si cominciò a raffigurare la natura, non solo su vasi e affreschi,m ma anche sui gioielli.

Durante il Medioevo, in Occidente, sia per la moda che tendeva a coprire totalmente anche le braccia, sia per un vigore religioso quasi fanatico, l’uso dei bracciali divenne limitato. Bisogna attendere il Cinquecento per ritrovarne uso e abuso, in tutte le fogge e con incastonato ogni genere di pietra.

L’incremento dell’uso dei gioielli si dovette, come testimoniano cronache dell’epoca, soprattutto a Filippo il Buono, duca di Borgogna, che si fece promotore entusiasta dell’arte orafa. Cammei, perle e ambre divennero di gran voga, ma non mancarono incisioni pregevoli di motti, imprese e monogrammi intrecciati, questi ultimi sicuramente donati come pegno d’amore.

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Dall’India arrivarono in Inghilterra anche capolavori della gioielleria Moghul, bracciali maschili di diamanti collegati da anelli di congiunzione (i ‘progenitori’ dei nostri tennis bracelet) e cavigliere femminili d’oro tempestate di smeraldi, che le signore europee preferirono ostentare ai polsi.

Capolavori moderni che riprendono i gioielli indiani dell’arte Moghul.

Ma nel corso dell’ultimo decennio un gran desiderio di semplicità prese il sopravvento, come reazione agli eccessi del barocco e del rococò. Si impose così la moda alla greca, e con essa sottili fasce d’oro liscio per le braccia o tre essenziali cerchi d’oro per i polsi.

Il trionfo dell’uso del braccialetto fu nel Settecento, quando persino un nastro di velluto divenne il pretesto per un fermaglio prezioso o per una miniatura, tanto che in Francia boite à portrait divenne sinonimo di bracelet.

A cavallo dell’Ottocento sempre in Francia, gli artigiani orafi iniziarono ad usare, anche in gioielleria, l’acciaio (una lega di ferro e carbonio), e fu proprio il costo di questa lavorazione a conquistare gli aristocratici.  L’industria Reale Berlinese rispose con la produzione di gioielli in ferro. I bracciali erano di forma geometrica, spesso smaltati in nero e lavorati a niello.

Intorno al 1815 sui bracciali apparvero motivi di decorazione ispirati alla natura: fiori, foglie e farfalle. Occorreva il colore per rappresentarli e a questo scopo servirono tutte le pietre semi-preziose. Gli orefici sperimentarono tecniche nuove e studiarono quelle antiche, ingegnandosi in ogni modo al fine di realizzare preziosi in grado di stupire!

Il Romanticismo portò al rifiuto degli schemi, alla libertà creativa dell’individuo e all’esaltazione del sentimento sulla ragione. Sono di questo secolo la sentimental jewelleryche comprende i pegni d’amore, gli ornamenti ricordo per un anniversario o una ricorrenza e la mourning jewellery, la gioielleria da lutto. 

I gioielli sentimentali furono prevalentemente a forma di cuore, o con un Cupido che scocca il suo dardo, ma i francesi e gli inglesi realizzarono anche “acrostici” con pietre preziose. Un mazzolino di fiori, ad esempio, formato da 4 gemme, poteva nascondere la parola, “dear”: diamond, emerald, amethyst, ruby.

In Italia nel 1892 così ne lascia testimonianza il Melani nel capitolo dedicato ai gioielli del suo testo “Svaghi artistici femminili”:

“…si volle attribuire alle pietre preziose un significato come ai fiori: A matista, M alachite, O pale, R ubino, E matite.”

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Una considerevole svolta nella moda e nelle ricerche d’avanguardia, si ebbe negli anni 20 del 1900, quando tutti i metalli, dal prezioso platino, alla lega di ottone e ogni nuovo materiale e pietra, si intrecciarono tra loro per dar vita a disegni geometrici proposti dal cubismo e dal futurismo dell’Art Decò, per esprimere l’idea del movimento. Scultori, pittori e letterati si interessarono al gioiello e misero la propria inventiva al servizio degli orafi, facendo nascere il design. 

Fonte : ” Il linguaggio dei gioielli ” – Maria Rosaria Omaggio – Zelig Editore Colana Futura

MODERN BRACELET

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